I now walk… Into the wild

4 gennaio 2009 alle 23:58 | Pubblicato in Cinema | 2 commenti

Inizia un nuovo anno ma non per questo dobbiamo dimenticare quello ormai passato, soprattutto quei momenti o quelle cose che hanno fatto di questo 2008 un anno, come ho già scritto nell’intervento prima di questo, da non dimenticare.

Un appassionato di cinema come me non può far altro che andare con il pensiero indietro di qualche mese e ricordare i bei momenti che ha vissuto grazie alla sua più grande passione. Con questo articolo voglio quindi condividere con voi e rivivere le emozioni che ho provato guardando il film che ritengo il migliore del 2008: Into the wild.

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“La felicità è reale solo se condivisa” 

Questo è quello che Christopher McCandless ha imparato dalla sua avventura, dall’avventura della sua vita, dalla sua vita.

Into the wild posterTratto dal libro di Jon Krakauer “Nelle terre estreme”, Into the wild, racconta la storia di Christopher McCandless, un giovane uomo, che subito dopo la laurea decide di abbandonare la sua casa, la sua famiglia e la sua vita di tutti i giorni per andare alla ricerca della libertà da ogni tipo di relazione e obbligo. Il suo scopo principale è raggiungere l’Alaska, nelle terre selvagge, per passare il tempo nella natura, lontano dalla trappola della società moderna. Durante la sua avventura incontra molti personaggi, uno più curioso dell’altro, che lo aiuteranno a scoprire se stesso, ad esaminare e apprezzare il mondo intorno a lui e a riflettere sulla sua esistenza portandolo infine a maturare una profonda riflessione sulla vita e su alcuni dei suoi valori più importanti quali la felicità e la libertà.

Into the wild poster 2Sean Penn, qui in veste di regista e sceneggiatore, ci ha regalato un film capace di coinvolgere totalmente lo spettatore, permettendogli di provare la vasta gamma di emozioni che i personaggi della storia sentono. Punto forte del film è la sceneggiatura; scritta molto bene, riesce, con dialoghi ben costruiti e con l’aiuto di citazioni tratte da importanti opere letterarie, a raccontare la storia in modo chiaro e scorrevole, senza intoppi o buchi narrativi, arrivando anche al punto di riuscire a penetrare nell’intricato mondo delle emozioni umane rappresentandole in modo molto veritiero. Un supporto non proprio trascurabile è fornito da un ottimo lavoro registico che offre inquadrature e movimenti di macchina adatti al tipo di storia raccontata e che aiutano le singole scene o sequenze a sembrare più reali; vasti paesaggi e panorami sono contrapposti a stretti primissimi piani per suggerire che il fascino della natura porta il protagonista ad una profonda riflessione interiore. L’utilizzo del rallenty è ben utilizzato e ci dona delle splendide immagini che non possono che farci apprezzare a pieno la bellezza della natura nella sua forma più pura. Non è possibile dimenticare però l’interpretazione di Emile Hirsch che dimostra di Into the wild poster 3essere in grado di esprimere le più lontane emozioni umane anche senza l’utilizzo della parola ma solamente con una vastissima gamma di espressioni. I personaggi che Alexander Supertramp alias Christopher McCandless incontra durante il suo viaggio sono ben caratterizzati e, anche grazie alle ottime interpretazioni di tutto il cast, dimostrano, nonostante la loro secondaria importanza, di essere indispensabili ai fini della storia. Per ultima la musica: le canzoni di Eddie Vedder sono stupende e molto adatte al tipo di vicenda raccontata, sicuramente sono uno dei punti di forza del prodotto.

 E’ difficile per me trovare punti deboli in questo film, sicuramente imperdibile e da rivedere più volte per riuscire a capirne a pieno il significato. L’avventura di Christopher McCandless lo porta a rivedere le sue idee, a confrontarsi con chi ha una storia diversa dalla sua e a trarre conclusioni che spesso sono in contrasto con quello che credeva fosse la cosa giusta; il suo viaggio lo porta a desiderare quello da cui scappava, a volere quello che evitava e a riconoscere i suoi errori pagandone infine le conseguenze.

2 commenti »

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  1. Finalmente qualcuno la pensa come me.
    Questo film è in assoluto il più bello del 2008 e, a dir la verità, il più bello degli ultimi anni. E’ un film incredibilmente emozionante, realizzato ed interpretato divinamente.
    Non capisco perchè molti lo definiscano ruffiano e, soprattutto, non capisco su che basi si può dire che un film sia ruffiano. E’ vero che il punto di vista di Sean Penn alla fine è incerto, ma la pellicola ti lascia talmente di stucco che questo diventa soltanto un piccolo dettaglio.
    Un film meraviglioso, che ho già visto una marea di volte e che rivedrei volentieri all’infinito.

  2. [...] la bella recensione di Luca per chiarirvi le [...]


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