The wrestler
12 Marzo 2009 at 22:26 | In Cinema | 2 CommentsRandy “The Ram” Robinson era un wrestler professionista di successo alla fine degli anni ‘80. Venti anni dopo si paga da vivere esibendosi davanti ai suoi fan su piccoli ring nelle palestre dei licei e in piccoli tornei nel New Jersey; durante un incontro molto duro un infarto lo colpisce e lo costringe a chiudere definitivamente con il wrestling. Questo lo constringe a confrontarsi con se stesso, a guardarsi indietro e a riflettere sulla sua vita.
Finalmente è uscito anche nelle sale italiane l’acclamato film di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, Marisa Tomei e Evan Rachel Wood. Voglio scrivere fin da subito che una volta finito il film sono rimasto incollato allo schermo per tutti i titoli di coda perchè mi ha davvero colpito molto. Un film estremamente struggente, doloroso e profondo. La storia mi ha toccato nell’animo emozionandomi come pochi film sanno fare. Gran parte del merito per questo risultato va sicuramente ad una grandissima interpretazione di Mickey Rourke che non sembra nemmeno recitare, si è trasformato nel personaggio diventando Randy Robinson; con la visione del film mi dispiace ancora di più per la mancata vittoria agli Oscar dell’attore che avrebbe davvero meritato. La vicenda narrata è semplice, lineare e scorrevole ma allo stesso tempo estremamente complessa e articolata perchè riesce, senza troppi giri di parole, a raccontare benissimo la situazione di un uomo che si ritrova a dover affrontare le sue paure. Il timore nel doversi confrontare con se stessi e con quello che gli altri vorrebbero vedere, la voglia ritrovata di ricostruire un’esistenza ricominciando dai rapporti umani che si hanno trascurato, il disagio provato nel trovarsi in una situazione che non si sente come propria, il dover per forza di cose essere quello che non si è.
Il lavoro di Darren Aronofsky dietro la macchina da presa è delicato ma significativo, l’uso della camera a spalla sottolinea l’incertezza e la paura del personaggio nei momenti in cui è a disagio anche se all’inizio potrebbe dare un po’ fastidio, non troppo invadente e quasi invisibile il regista firma un ottimo lavoro, in perfetta linea con la storia raccontata. Punto vincente, oltre agli attori, è sicuramente la colonna sonora firmata Bruce Springsteen, anch’essa delicata quando deve e forte e potente in altri momenti. La ricostruzione del mondo del Wrestling è quella che nessuno si aspetterebbe, la spettacolarità degli incontri e i deliziosi momenti “dietro le quinte” impreziosiscono ancora di più il film.
Difficile fare una critica su un prodotto che mi ha colpito così tanto, trovo difficile riuscire a vedere difetti importanti. Probabilmente l’unica cosa che non mi ha convinto pienamente è il personaggio di Evan Rachel Wood e di conseguenza la sua interpretazione che non mi ha colpito molto, prendendo comunque in considerazione il fatto che ha un ruolo molto limitato. Infine ho apprezzato molto, non so bene il perchè, il nero un po’ prolungato prima dei titoli di coda, mi ha letteralmente incantato, i pensieri in testa giravano come trottole ed ero quasi spaesato dopo un finale molto particolare e proprio per questo entusiasmante.
Non mi resta che consigliare a tutti la visione del film che secondo me poteva benissimo ricevere qualche riconoscimento in più di quello che ha effettivamente ottenuto. Difficile rimanere indifferenti davanti ad un prodotto tanto curato, come anche riuscire a trattenere le emozioni in presenza di una storia come questa; in fondo non è la storia di un uomo qualunque, è la storia di un wrestler.
2 Commenti »
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ke bravo lukino!!!! continua a scrivere le recenzioni dei film ke mi scialano…mi è + o meno tornato internet…yeppiiiiiii!!1giorno dopo gli esami potremmo ttt andar a vedere “gran torino” (si kiamava ksi nè?) invitiamo pure anita…ihihihii!!! a luneeeeeeeeeeeeeee…forse…
Commento di MiMi — 13 Marzo 2009 #
Sono abbastanza d’accordo su tutto, tranne che per un paio di cose: la colonna sonora, che in realtà non è firmata da Springsteen, lui ha scritto solo il brano “The Wrestler” (tra l’altro bellissimo) che però ascoltiamo solo nei titoli di coda…;
per quello che riguarda i premi vinti dal film io sono soddisfatto, voglio dire ha vinto il Leone d’Oro a Venezia e un Golden Globe, mica poca roba, per l’Oscar secondo me ci sta la vittoria di Sean Penn…tieni conto che Penn ha interpretato un personaggio distante anni luce da se stesso (il buon Sean è un palestrato ubriacone…interpreta un gay rivoluzionario…!!) mentre Mickey Rourke ha sì regalato una grande prova ma recitando un ruolo che è un pò autobiografico…
Commento di Marcello — 20 Marzo 2009 #