In terapia con Paul
19 Aprile 2009 at 15:45 | In Serie TV | 3 Comments
Ultimamente mi sono avvicinato parecchio alle serie televisive americane e inglesi. Non molto tempo fa il mio interesse per questo genere di prodotto si fermava alle più note serie televisive trasmesse sui canali pubblici italiani e niente più di questo. La mia sempre più grande passione per il cinema e per la recitazione mi hanno portato ad avvicinarmi ai telefilm proprio per il fatto che spesso sono molto più interessanti dei film, propongono storie più complesse, lunghe, interessanti, originali con svariati tipi di personaggi che danno la possibilità agli attori che li interpretano di offrire interpretazioni molto spesso di alta qualità e molto differenti tra loro. Così, nell’ultimo periodo mi sono ritrovato a seguire ben 5 diverse serie televisive contemporaneamente ed in più in lingua originale sottotitolate per assaporare ancora di più il gusto della vera recitazione e per evitare di dover attendere lunghissimi tempi prima di vederli doppiati in televisione.
Una di queste serie TV che mi stanno appassionando di più, sia per le storie che racconta che per il modo in cui le racconta è In treatment. In treatment è una serie televisiva particolare perchè segue Paul Weston, uno psicoterapeuta, durante il suo lavoro. Le varie puntate che compongono la serie televisiva non sono altro che le sedute psicoterapeutiche di quattro diversi personaggi, tutti con problemi diversi e caratteri differenti, che si recano settimanalmente da Paul per parlare dei loro problemi e per trovarne una soluzione.

La bellezza di questa serie TV, nonostante la sua estrema staticità, che potrebbe sembrare un limite, sta tutta nelle ottime sceneggiature che costruiscono storie profondamente interessanti con dialoghi assolutamente perfetti e stupendi da seguire. Gabriel Byrne, interprete di Paul Weston e che per questo ruolo ha recentemente vinto un Golden Globe, è bravissimo a trasformarsi in un personaggio estremamente professionale, lavoratore ma anch’esso umano e pieno di pregi e difetti. La prima stagione, andata in onda nel 2008, ha riscosso molto successo ed è davvero sorprendente ed interessante perchè, senza essere complicata, scava molto nella psicologia dei personaggi, riuscendo a creare storie multidimensionali, molto profonde e realistiche. In queste settimane sta andando in onda l’attesissima seconda stagione, con nuovi pazienti, nuovi problemi e molte novità. Per ora, sembrerebbe che la serie non abbia perso la sua brillantezza e la sua profondità, perchè i nuovi personaggi sono tanto interessanti e multisfaccettati quanto quelli della prima stagione.
Gli episodi vanno in onda la domenica e il lunedì sera (in USA) per un totale di cinque episodi a settimana (uno per ogni paziente). Sperando in una terza serie e continuando ad aspettare, con molta ansia, ogni nuova puntata di questa, per ora incredibile, seconda stagione, non mi resta che consigliare a tutti di recuperare tutti gli episodi dalla prima serie perchè ne vale proprio la pena.
Ogni tanto, quando sono un po’ giù e magari faccio fatica a trovare una soluzione a qualche stupido problema esistenziale vorrei esistesse qualcuno come Paul Weston che mi dia una mano.
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